CAMERE SUITE :

La Suite delle Maioliche :

La Suite delle “Maioliche” (204) dove piastrelle dai colori caldi e luminosi adornano la pareti sopra il sedile.
Una scala porta al soppalco dove si può ammirare la straordinaria maestria dell’artista che ha decorato a mano le numerose piastrelle diverse una dall’altra presenti sul tetto.

La Suite Dei Merletti :

 La Suite dei Merletti (203), richiama l’antica tradizione delle donne siciliane che fin da piccole preparavano con cura il loro corredo nuziale.
Sopra il sedile si può ammirare un collage di merletti antichi e, salendo le scale, si può ammirare il tetto impreziosito con dei piccoli capolavori raffiguranti la storia del merletto siciliano.

La Suite del Sole :

 La Suite del Sole (202) dove un Sole di “ciottoli e cocci” levigati dal mare e dal tempo, raccolti alle foci del fiume S. Bartolomeo, illumina la suite. Salendo la scala che porta al soppalco si possono ammirare le varie rappresentazioni grafiche del “Dio Sole” nelle varie etnie e civiltà antiche.

La Suite Del Dialetto Siciliano :

La Suite del Dialetto Siciliano” ( 201 ), primo tentativo di unificazione linguistica della nostra penisola.
Nel tredicesimo secolo, alla corte di Federico Secondo di Svevia, fioriva la “Scuola Siciliana”, dove si sviluppò una raffinata cultura che produsse poesie in “volgare” a tema d’amore.
Il nostro poeta alcamese, Ciullo D’Alcamo, in quel periodo compose il famoso contrasto amoroso “Rosa fresca aulentissima” che per molti cultori della letteratura dell’epoca, costituisce l’inizio della scrittura in lingua italiana, addirittura prima dei grandi scrittori fiorentini del “Dolce stil nuovo”.
La scrittura delle parole nel cotto della “stanza del dialetto siciliano” vuole rendere omaggio alla “Scuola Siciliana” alla corte di Federico secondo.

La Suite delle Origini :

 La Suite delle Origini (108) unifica le caratteristiche sia storiche che strutturali dell’Hotel e riassume, con l’eleganza e la raffinatezza dei suoi mobili ottocenteschi gli aspetti originali di tutta la struttura: seicentesco baglio costruito tra i campi per accogliere nelle varie stagioni i prodotti della terra, i suoi lavoratori e talvolta i proprietari nella sua cosiddetta “zona nobile”.